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Selling my Leica M6

Thu Jan 29, 2009, 9:13 PM
  • Mood: Sadness
Anyone interested in buying my Leica M6?

Contact me through MSN or Skype

nothing to say...

Tue Jan 29, 2008, 1:53 PM
  • Mood: Disbelief
except that i'm so disappointed

news? yes sir, some.

Journal Entry: Sat Jan 13, 2007, 1:00 AM
  • Mood: Zeal
  • Listening to: Quintorigo - Rospo (1999)
  • Reading: Axel Honneth - Kampf um Anerkennung
Wow, haven't written here for ages.

Did you miss me?

I know it's late, but I wanna wish you a happy new year.



Ok. Now here you are the news.

I got a new scanner, an Epson Perfection V350. Ok, it's a flatbed, you know, but I'm rescanning some picture with excellents results. You'll see some new images, here.
I got also a new battery for my laptop, a PSP, tons of books and few more things.

I've been in Tuscany and now I've been studing for a couple of weeks.
I have three exams (Philosophy... ah, i love philosophy) so I have to work hard.

Hope to hear from all of you soon.

Eugenio

Pinochet: ora il giudizio di dio?

Journal Entry: Sun Dec 3, 2006, 3:33 AM
  • Mood: On Strike
  • Reading: Hume - Dialogues concerning Natural Religion
Pinochet, l'ex dittatore cileno, colpevole di migliaia di morti, di "sparizioni" e di torture, è stato colto questa notte da un infarto e, come riportano le più autorevoli testate online, si troverebbe ora in condizioni "gravi ma stabili".
La notizia potrebbe fermarsi qui. Le mie impressioni a riguardo, anche.

Eppure c'è il solito, unico pensiero che nella mia mente s'insinua.

Credete che sia giusto, partendo da una valutazione prettamente morale, non già forzatamente giuridica, che figure, personaggi, insomma, persone come Pinochet, ovvero dittatori, criminali di questa specie, vengano "lasciati morire nel proprio letto", alla veneranda età di 90 e passa anni?

La questione, come in un certo senso anticipavo prima, non riguarda solo il 91enne Pinochet. Quanti, infatti, tra i criminali di guerra, dittatori, nazisti e comunisti colpevoli di migliaia, se non milioni di morti sono riusciti a sfuggire non solo al giudizio della giustizia, ma anche, in un certo senso, alle condanne morali dell'umanità?
Si ha un bel dire con l'istituzione di tribunali dei diritti umani, commissioni di inchiesta, indignazioni giornalistiche se poi già tra le persone non nasce un naturale, quanto giustificato, senso di repulsione e condanna nei confronti di chi, questa umanità, l'ha negata fino in fondo.
Come se l'uomo non fosse educato a riconoscere il bene ed il male. Come un'infezione d'indifferenza, che riduce fatti simili a mera cronaca.
Così si finisce in un lassismo morale, oltre che giuridico, che, nonostante i tentativi di quei pochi martiri della giustizia, sembra oramai imperare nell'opinione pubblica.
E questa opinone pubblica, vero mostro dei nostri tempi, persa nell'ansia di un "sapere distratto", bombardata di inutilità giornalistiche, non si fermerà un instante a riflettere; si limiterà ad ingurgitare la solita pillola mediatica, espellendola senza un minimo d'esame di coscienza.

Se Pinochet dovesse davvero morire avremmo solo qualche articolo di giornale, qualche servizio in televisione, un blando aggiornamento sui libri di storia e, alla fine, la più totale indifferenza.
Pinochet, come tanti suoi "simili", sfuggito, almeno in parte, al giudizio della legge, sfuggirà anche al giudizio morale degli uomini, persi nella loro indifferenza.
Una splendida uscita di scena; un tappeto rosso verso l'oblio.

E resta solo da "sperare" nel giudizio di un dio.

Ikea e presepe + libertà di critica

Journal Entry: Thu Nov 30, 2006, 2:15 PM
  • Mood: Hopeless
  • Reading: Hume - Dialogues concerning Natural Religion
A volte mi chiedo se davvero i nostri cari politici, gente che dovrebbe, in un modo o nell'altro, far funzionare il paese, sprechino consapevolmente il loro tempo appresso a cose tanto futili quanto stupide.

L'ultima che si sono inventati è il boicottaggio dell'Ikea, Rinascente ed altri simili esercizi in quanto questi avrebbero deciso di non vendere statuine per il presepe durante il periodo natalizio. A detta di chi promuove questa azione, questo mostrerebbe "il risultato di una vergognosa colonizzazione messa in atto per sradicare l'identità cristiana e per togliere a un paese cattolico come il nostro un simbolo secolare che rappresenta il natale"; e che saremmo "di fronte all'ennesima prova di un relativismo laicista che finisce per spianare la strada all'estremismo islamico. I consumatori sappiano che, insieme ai prodotti a basso costo, da queste aziende si acquista anche l'eutanasia culturale del paese".

Insomma, strategie di vendita contro ottusità conservatrice? Non so chi possa avere la meglio. Certa e lampante è la totale inutilità di queste discussione; l'occupazione di spazio mediatico per cose così futili distrae da cose ben più importanti. Ma oramai ho perso totalmente (o quasi) la fiducia nel buon senso dei media. Almeno per quanto riguarda quelli italiani.

Un giorno parlerò più o meno diffusamente del natale.

Ma volevo scrivere due righe su un altro "caso".
Corrado Augias, insieme al biblista Mario Pesce, ha scritto un libro che si propone di mettere in evidenza la figura storica di Cristo, a scapito di quella religiosa.
Ora, a prescindere dalle idee che ognuno può o meno sostenere, perchè ritenere illeggittima o immorale, se non proprio pericolosa, un'operazione del genere? Si tratta di studi più filologici-storici, esegetici, che una reale messa in discussione delle dottrine cristiane. In sostanza, perchè prima l'Avvenire e poi i Gesuti hanno sentito il dovere di additare questo libro? Cosa spaventa la "nomenklatura" cattolica? Perchè non posso portare i miei studi fino a questi lidi?
Questo è un problema che, da quando frequento la Facoltà di Filosofia, e da quando i miei studi mi stanno portando in direzioni così fortemente critiche, sto sentendo in maniere molto forte.
Il problema della libertà d'espressione, della libertà di critica.
Problema che, nella nostra società, è ben presente e, in modo particolare qui in Italia, pare legato soprattutto alla critica della religione. Ed intendo questa nel più vasto "range" di possibilità a noi disponibili. Dai temi della bioetica, all'analisi storica, filologica.
Arriviamo a mettere all'indice libri e pensieri ancora oggi? Lo si fa per paura?

Un'idea, molto vaga, e credo da sviluppare, me la sono fatta.
Abbiamo la scienza, abbiamo la modernità vivente, palpitante, al nostro fianco, con tutte le sue negazioni ed aberrazioni. Sotto questa enorme pressione, la fede pare vacillare. Vacillare pesantemente. La fede, qualcosa che dovrebbe essere intimamente radicata nelle persone, nel proprio cuore, messa in discussione da un libro, una proposta politica, etc... Certo non ne esce bene, "questa fede". Pare debole, agonizzante.

Staremo a vedere.

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